![]() |
||||||
|
|
Ivano Sossella Giovedi 3 Febbraio 2005, La Galleria Depardieu di Nizza inaugura "Mai e Abbastanza.", personale di Ivano Sossella. L'artista, nato a Genova nel 1963 ,sviluppa sin dal 1987 il suo discorso artistico sperimentando i nuovi linguaggi legati alla "pratica dissipativa". E' presente nel 1992 a Documenta IX con un lavoro in comune con Marco Formento. Realizza per tale occasione un "Supplemento" al catalogo, su invito del commissario italiano. Sarà nel 1993 alla XIV edizione della Biennale di Venezia. Negli anni '90 partecipa, sempre con Formento, alla registrazione di otto siparietti mandati in onda durante il programma televisivo "Blob". Attualmente Sossella vive e lavora in Germania. Nel progetto per la galleria Depardieu di Nizza, Ivano Sossella coinvolge tutto lo spazio con disegni a parete a tema fisso. Nella mostra l'ossessiva presenza su tutti i muri della galleria di immagini di banconote, se da un lato afferma la finalità dell'arte a diventare sempre più oggetto di investimento finanziario e fonte di guadagno rapido, dall'altro evidenzia la pulsione inconscia al possesso come desiderio erotizzante e appagante di ogni individuo. Il mondo sotterraneo della fantasia e gli impulsi dell'inconscio umano divengono, in questa esposizione, rappresentazione esplicita e programmata. L'accumulo dei beni espressi dalle banconote diventa non tanto semplice raffigurazione di oggetti, ma piuttosto strumento che contribuisce a facilitare la rappresentazione di vere e proprie esperienze. I beni monetari, rappresentati nel disegno, acquisiscono la dimensione del materiale scenico che ha perso la propria importanza materiale per diventare al contrario prettamente simbolico. L'autore, disegnando una dopo l'altra sempre la stessa immagine, riesce ad accumulare una ricchezza di intenzioni e di azioni sempre presunta, ma solo (sempre) ironicamente raggiungibile. I primi lavori di Ivano Sossella visualizzano l'esigenza di affinare la nostra sensibilità ad espandere il nostro punto di vista: dallo spazio in cui siamo ai "luoghi che i sensi tecnicamente estesi" ci consentono di raggiungere. L'artista ricerca e propone uno nuovo statuto nell'interazione delle funzioni degli oggetti - una radio modifica il proprio suono a causa di un phon acceso posto accanto. Il suono della radio viene così modificato e relazionato con il rumore del phon e ne condivide il momento. Una catena semantica che potrebbee può procedere oltre. Così l'opera, attraverso lo smarrimento dei luoghi dell'arte, diventa occasione per sottrarsi al dominio delle "scontatezze che la comandano" e trova forza e persuasione proprio nell'esplosione assoluta di ogni precisazione di senso. Siamo di fronte ad una perdita di "certezze date" che diventa funzionale e interna al lavoro dell'autore stesso. Si è parlato in passato, a proposito di questo artista, di "Dissipazione dell'oggetto esposto": l'opera, che si presenta come agglomerato di azioni e significati, si rivela infatti nel suo momento massimo di dispersione. I "lavori in distribuzione", a partire dal 1987, sviluppano ulteriormente l'occasione dissipativa dell'opera: ogni lavoro si mostra come un contenitore di una grande quantità di volantini e depliants. Le dimensioni fisiche e significative della galleria vengono così superate attraverso questa evenienza, che è in grado di far assumere all'opera una "prassi attiva". La categoria della dissipazione rivela un'intenzione di lavoro per l'artista, che supera la forza e la forma del proprio oggetto. In questo modo l'opera è un'occasione, come negli "stark" di Felix Gonzàles Torres del 1989, per continuare un'esperienza, disperdendo la certezza del contenuto a favore di un'utilizzazione di una relazione esplosa e pluralizzata. Nei lavori "A Poster", ad esempio, Sossella realizza poster (di dimensioni variabili a seconda del luogo espositivo) su centinaia di pannelli che cadono e vengono riesposti senza posa. Le categorie o anche solo i modi di pensare l'arte, dall'installazione alla performance, non sono più a disposizione nel processo dissipativo: è una presa teorica che afferra di forza il processo artistico. |